Ordine Monastico Spirituale dei Monaci Ashrama

Ente Confessionale di religione e di culto

Ordine Monastico degli Ashrama
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Approfondimenti

Quali sono gli scopi di una vita di rinuncia per il monaco Ashrama? Due obiettivi fondamentali degli Ashrama, sono la realizzazione di Dio e proteggere e perpetuare il Dharma.Sin dai tempi più remoti rinuncia e ascetismo sono stati componenti integrali della cultura vedica e considerati la via più stimata del Dharma Hindù. La vita monastica ha un obiettivo sia individuale che universale. A livello individuale è una vita di dedizione nella quale il monaco lascia, con piacere, le ambizioni personali, i condizionamenti del mondo materiale e quindi impegna pienamente le sue energie e la sua coscienza verso il Divino. Guidato dal Maestro Spirituale Sua Santità Rev.ma Jagadguru Ji Sri Swami Dikshananda , lungo la Sadhana Marga l’iniziato Monaco Ashrama ottiene la perfetta identità con Parashiva, la realtà trascendente. A livello universale, il monachesimo degli Ashrama nutre la religione preservando le verità del Sanatana Dharma. Gli esseri che hanno ottenuto la consapevolezza della realtà sono maestri, i teologi, coloro che sono gli esempi della loro fede, i portatori di luce che illuminano la via per tutti.

Quali sono i voti del Monaco Ashrama?

Negli Ordini monastici esistono delle regole che sono comuni a tutte le religioni, ma nell’Ordine degli Ashrama, al contrario delle altre, questi non sono fissi e inderogabili, infatti è Sua Santità, colui che da l’iniziazione e trasmette la tradizione, che stabilisce le regole e le pratiche che, la persona deve seguire. Negli Shastra si trovano elenchi di regole e osservanze, ma vi è sempre la condizione che la parola del Guru va oltre tutte le regole, essa è quella che ha valore..

Nella vita del monaco Ashrama, le osservanze da rispettare sono: compiere ogni azione della vita per l’unico fine, la liberazione, e seguire povertà, obbedienza e purezza, queste condizioni non devono mai essere abbandonate o annullate. I monaci Ashramacarya è la rinuncia, l’abbandono della limitante identità dell’ego in modo che il Sé possa raggiungere le profondità dell’essere impersonale.

Il monaco Ashrama non deve chiedersi mai, se domani mangerà o cosa accadrà, deve mettere la sua la sua vita in Dio.

L0obbedienza è un impegno a seguire la via tradizionale dell’Ashrama, e le specifiche direzioni ricevute dal maestro spirituale. Essa comprende obbedienza alla propria coscienza , alle scritture, a Dio e alle sue manifestazione, all’illustre lignaggio (Guru parampara)

La purezza è un impegno a rimanere puro nei pensieri, nelle parole e nelle azioni, avere il controllo dei sensi, proteggere la mente da tutti gli istinti inferiori:Falsità, odio, paura, ira, orgoglio, gelosia, lussuria, cupidigia e altro. Include l’osservanza di Ahimsa. Il monaco Ashrama ha il voto di umiltà e riservatezza..

Cosa è la via Kundalini per il monaco Ashrama?

Il monaco Ashrama è completo in se stesso in quanto è equilibrato in sé sia le energie femminili che quelle maschili, Ida e Pingala, diventando un conoscitore della conoscenza. Nell’Ashrama si risveglia dunque quell’energia pura, che non è né maschile nè femminile, è la corrente vitale di Sushumna nadi, attraverso il cui potere ottiene il controllo dell’energia di Kundalini. Questo potere dopo anni di attenta guida, potrà condurre al nirvikalpa Samadhi.

La via della rinuncia, nel cammino evolutivo, sarà inevitabile per ogni essere in una vita o in un’altra e questo processo deve avere una sua maturazione naturale.

Un piccolo, ma importante avvertimento: attenzione, siate cauti verso coloro che promettono grandi risvegli di Kundalini e grandi ottenimenti da pratiche senza preparazione e rinuncia. Coloro che intraprendono la vita del monachesimo Ashrama devono essere preparati a seguire la via tradizionale attraverso anni di Sadhana disinteressata attraverso il maestro spirituale.

Nell’opera Tirumantiram si afferma: ” Molte sono le nascite e le morti dimenticate dal sé avvolto nell’ignoranza, avviluppato dalle oscure impurità. Al momento che la grazia di Shiva è guadagnata, il rinunciatario ottiene la luce splendente della conoscenza”

La parola Guru, in senso spirituale, ha un significato più peculiare con diverse accezioni: colui che illumina, “colui che rimuove l’oscurità”, che nell’oscurità della mente pone la luce, e luce significa conoscenza . Guru vuol dire anche “pesante”, colui che “ha un peso” determinante , fondamentale nella vita di un discepolo perchè lo trasforma, lo plasma.

Il discepolo, infatti, in realtà, è un individuo che lungo il suo cammino si evolve in un essere più puro e consapevole. Attraverso i suoi insegnamenti il Maestro lo conduce alla disciplina che lo porterà alla liberazione.

In questa via sperimentale si usano svariate tecniche di Yoga, ma si possono applicare anche rituali e lo studio delle sacre scritture. Il rapporto tra Guru e discepolo è puramente iniziatico e per questo il ruolo del Guru è basilare in ogni percorso evolutivo spirituale.

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